dott. Fabio Bentivegna  
Psicologo Psicoterapeuta a Guidonia Montecelio  

 
 
 
 

Chi vince cosa?

 

 
 

Un bambino non può esistere da solo, ma è essenzialmente parte di una relazione… la cosa
importante è che Io sono non significa nulla, se
non c’è il presupposto che Io all’inizio sono insieme ad un altro essere umano
(Winnicott, 1964)



Chi vince cosa?
Ha ragione mamma o papà?
La nascita di un figlio spesso ci mette a confronto non solo con l'arduo compito di diventare genitore ma anche con parti di noi delle quali non avevamo consapevolezza.
Il passaggio dall'essere uomo o donna in una coppia all'essere padre e madre non è così ovvio e scontato e spesso il delicato confine tra la coppia coniugale e quella genitoriale è messo a dura prova dagli eventi quotidiani.
Molte volte capita, nella convinzione di fare il meglio come genitore di "intaccare" il coniuge senza accorgersi che così facendo si è leso anche il genitore.
Ma siamo sicuri che a muoverci in questa direzione sia sempre la convinzione di fare il meglio dei nostri figli.
Forse ne siamo convinti ma se è vero che ai figli per stare bene servono genitori che stanno bene c'è qualcosa che non torna. Senza dimenticare che agli occhi dei nostri figli non esiste inizialmente alcuna differenza tra mamma e papà da una parte e marito e moglie dall'altra. Per i nostri bimbi fondamentalmente siamo solo mamma e papà!

Quindi nel momento in cui i genitori (sempre assumendo che stiano cercando di fare del loro meglio per il bene dei figli) assumono posizioni divergenti che li portano a scontrarsi, in primo luogo inducono confusione nei figli: chi ha ragione mamma o papà? Certo nel dubbio forse, per i nostri figli, è più semplice fare ciò che risulta essere più conveniente o convincente. Ma qualsiasi cosa facciano si trovano ad assumere una sorta di alleanza con un genitore a scapito dell'altro.

E se la discussione tra mamma e papà sconfina in terreni che appartengono alla coppia? La cosa si complica e non di poco. Mamma e papà, prima ancora di divenire tali, sono stati (e sono ancora) due individui che hanno reciprocamente trovato qualcosa di piacevole l’uno nell’altro. Quando le discussioni sconfinano, probabilmente non si parla più di essere buoni o cattivi genitori, ma buoni o cattivi compagni di vita e gli attacchi sono per lo più rivolti all’altra persona.
Come psicoterapeuta esperto di coppie, sono assolutamente convinto della necessità di mantenere ben chiaro il confine tra ciò che riguarda la coppia coniugale, la coppia genitoriale e la famiglia intera (quindi includendo i figli).

E soprattutto mi chiedo chi vince cosa in questa inconsapevole battaglia per il bene dei figli?
Non so se qualcuno vinca ma credo che dei vinti ci siano, i figli! E forse non solo loro...
 

 


 
 
 


   



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